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	<title>Allergeni Archivi - Ichnossicurezza</title>
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	<description>Corsi di formazione HACCP e sicurezza sul lavoro in Sardegna</description>
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	<title>Allergeni Archivi - Ichnossicurezza</title>
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		<title>Come si redige l&#8217;Etichettatura alimentare: le regole base e l&#8217;informativa di Ichnossicurezza</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Mar 2017 15:38:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Etichettatura alimentare, informazione Ichnossicurezza: perché è importante L’etichettatura alimentare è una dichiarazione che riporta qualunque marchio commerciale o di fabbrica, immagine o altra rappresentazione grafica che viene posta sull’imballaggio o sul contenitore di un alimento. Riporta informazioni sul contenuto nutrizionale del&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ichnossicurezza.it/informazioni/come-si-redige-etichettatura-alimentare-le-regole-base/">Come si redige l&#8217;Etichettatura alimentare: le regole base e l&#8217;informativa di Ichnossicurezza</a> proviene da <a href="https://www.ichnossicurezza.it">Ichnossicurezza</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_2783" aria-describedby="caption-attachment-2783" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.ichnossicurezza.it/wp-content/uploads/2017/03/etichettatura.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-2783 size-medium" title="Etichettatura Alimentare" src="http://www.ichnossicurezza.it/wp-content/uploads/2017/03/etichettatura-300x104.jpg" alt="Etichettatura Alimentare" width="300" height="104" /></a><figcaption id="caption-attachment-2783" class="wp-caption-text">Etichettatura Alimentare</figcaption></figure>
<h2 style="text-align: justify;">Etichettatura alimentare, informazione Ichnossicurezza: perché è importante</h2>
<p style="text-align: justify;">L’etichettatura alimentare è una dichiarazione che riporta qualunque marchio commerciale o di fabbrica, immagine o altra rappresentazione grafica che viene posta sull’imballaggio o sul contenitore di un alimento. Riporta informazioni sul contenuto nutrizionale del prodotto come ad esempio il valore energetico e altri elementi come proteine, grassi, carboidrati, fibre alimentari, sodio, vitamine e sali minerali. E&#8217; uno dei metodi principali per informare i consumatori sulla composizione degli alimenti e aiutarli ad adottare decisioni consapevoli al fine di garantire il benessere dei consumatori stessi. La conoscenza dei principi base della nutrizione, oltre alle campagne di educazione e un&#8217;adeguata informazione, sono degli strumenti considerati necessari e fondamentali per migliorare la comprensione delle informazioni alimentari e la conoscenza degli stessi alimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Sino all&#8217;emanazione del Regolamento UE n. 1169/2011, l&#8217;etichettatura nutrizionale era facoltativa. Dal 16 dicembre 2016 la normativa ha disposto che tutti gli alimenti devono obbligatoriamente riportare l&#8217;etichetta nutrizionale. Secondo quanto disposto nell&#8217;Allegato I del Regolamento, si deve specificare nel seguente ordine la quantità di:<br />
&#8211; grassi (di cui acidi grassi saturi, monoinsaturi, polinsaturi);<br />
&#8211; carboidrati (di cui, zuccheri, polioli, amido);<br />
&#8211; proteine;<br />
&#8211; fibre;<br />
&#8211; sale;<br />
&#8211; valore energetico;<br />
&#8211; vitamine e sali minerali (devono essere elencati se presenti in misura significativa, cioè almeno il 15% della <strong>RDA</strong>, acronimo di Razione Giornaliera Raccomandata).</p>
<h3 style="text-align: justify;"></h3>
<h3 style="text-align: justify;">Etichettatura alimentare, gli alimenti esentati</h3>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, alcuni elementi sono considerati esentati dall&#8217;etichettatura. Nello specifico si tratta di:<br />
&#8211; prodotti non trasformati o sottoposti unicamente a maturazione monoingrediente o con una sola categoria di ingredienti;<br />
&#8211; acque destinate al consumo umano;<br />
&#8211; piante aromatiche, spezie o loro miscele;<br />
&#8211; sale e succedanei;<br />
&#8211; edulcoranti da tavola;<br />
&#8211; estratti e chicchi di caffè/decaffeinati, di cicoria;<br />
&#8211; infusioni a base di erbe e di frutta, tè/decaffeinati, istantanei o solubili o estratti;<br />
&#8211; aceti di fermentazione e succedanei;<br />
&#8211; aromi;<br />
&#8211; additivi e coadiuvanti tecnologici, enzimi;<br />
&#8211; gelatina, composti di gelificazione per marmellate, lieviti, gomme da masticare;<br />
&#8211; alimenti in imballaggi con superficie maggiore inferiore a 25 cm2;<br />
&#8211; alimenti anche confezionati artigianalmente, forniti di piccole quantità al consumatore finale o strutture locali di vendita al dettaglio.</p>
<h4 style="text-align: justify;"></h4>
<h4 style="text-align: justify;">Etichettatura alimentare, le regole base</h4>
<p style="text-align: justify;">Ma come avviene il processo dell&#8217;etichettatura e quali sono i fattori principali da considerare e da segnalare? Ovviamente ci sono delle regole standard che devono essere applicate alla lettera in base ai diversi criteri disposti dalla legge. Nello specifico analizzeremo <strong>l&#8217;altezza dei caratteri, la denominazione dell’alimento, la data di scadenza, il termine minimo di conservazione (TMC), le condizioni di conservazione ed uso, gli oli e i grassi vegetali, gli allergeni, l&#8217;acqua e gli ingredienti volatili aggiunti, gli alimenti venduti sfusi, i cosiddetti “preincartati” e le origini.</strong></p>
<p><strong>&#8211; Altezza dei caratteri</strong>. Tutte le indicazioni devono essere stampate in modo chiaro e leggibile in carattere pari o superiore a 1,2 mm. Nelle confezioni più piccole il carattere deve essere pari o superiore a 0,9 mm.<br />
<strong>&#8211; Denominazione dell’alimento</strong>. Accanto alla denominazione deve essere indicato lo stato fisico del prodotto o lo specifico trattamento (ad esempio «in polvere», «ricongelato», «liofilizzato», «surgelato», «concentrato», «affumicato»).<br />
<strong>– Data di scadenza</strong>. L’indicazione “da consumarsi entro il” è obbligatoria su ogni singolo alimento e si applica ai prodotti rapidamente deperibili dal punto di vista microbiologico. Rappresenta il limite oltre il quale il prodotto non deve essere consumato.<br />
<strong>&#8211; Termine minimo di conservazione (TMC)</strong>. Nel caso di alimenti che possono essere conservati più a lungo si troverà la dicitura “Da consumarsi preferibilmente entro il”. Questa dicitura indica che oltre la data riportata può essere consumato senza rischi per la salute anche se può aver modificato alcune caratteristiche come il sapore e l’odore.<br />
<strong>&#8211; Condizioni di conservazione ed uso</strong>. Le condizioni di conservazione devono essere indicate per consentire una conservazione ed un uso adeguato degli alimenti dopo l’apertura della confezione.<br />
<strong>– Oli e grassi vegetali</strong>. Bisogna evidenziare la natura specifica degli oli e dei grassi vegetali impiegati (es. olio di palma, olio di cocco, grassi idrogenati ecc.)<br />
<strong>– Allergeni</strong>. Gli ingredienti allergenici devono essere graficamente evidenziati nell’apposita lista. Possono essere sottolineati o specificati con il grassetto. Inoltre, bisogna evidenziare la parola chiave in ogni componente che costituisce l&#8217;alimento laddove l&#8217;allergene sia presente in diversi ingredienti o matrici.<br />
<strong>– Acqua e ingredienti volatili aggiunti</strong>. Devono sempre essere indicati sulle etichette di carni e preparati di carni, prodotti ittici non processati e molluschi bivalvi vivi. La dicitura “con acqua aggiunta” deve essere specificata quando raggiunge o supera il 5%.<br />
<strong>– Alimenti venduti sfusi e i cosiddetti “preincartati”</strong>. Devono essere specificati gli ingredienti allergenici ed è considerato definitivamente fuori legge il “cartello unico degli ingredienti” impiegato solitamente in gastronomia, pasticceria, panetteria e gelateria.<br />
<strong>– Origine</strong>. L’indicazione d’origine sarà obbligatoria per: carni bovine, pesce, frutta e verdura, miele, olio extravergine d’oliva. Viene estesa anche a carni fresche e congelate delle specie suina, ovina, caprina e avicola.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Contatti Ichnossicurezza</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sei il titolare di una attività e vuoi utilizzare i servizi di <a href="http://www.ichnossicurezza.it/">Ichnossicurezza</a>? <a href="http://www.ichnossicurezza.it/contatto/">Contattaci</a> per avere maggiori informazioni e richiedere la nostra consulenza per redigere l&#8217;etichettatura alimentare. Ichnossicurezza opera in tutta la Sardegna e nelle principali località come Sassari, Alghero, Olbia, Oristano, Nuoro, Macomer, Iglesias, Cagliari.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><b>Telefono: 079.4136984</b> <br /> E-mail: info@ichnossicurezza.it</p>
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		<title>Come si redige il Menu allergeni: informazione, normativa e metodo, tutte le info di Ichnossicurezza</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Mar 2017 14:55:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Menu allergeni: cosa provocano gli allergeni L&#8217;intolleranza alimentare è una reazione avversa dell&#8217;organismo verso determinati alimenti. Si può manifestare attraverso l&#8217;ingestione di particolari cibi, anche di uso comune. Le intolleranze alimentari possono causare vari disturbi a livello gastrointestinale, dermatologico o respiratorio,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_2780" aria-describedby="caption-attachment-2780" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.ichnossicurezza.it/wp-content/uploads/2017/03/cartello.allergeni.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-2780 size-medium" title="Menu Allergeni" src="http://www.ichnossicurezza.it/wp-content/uploads/2017/03/cartello.allergeni-300x164.jpg" alt="Menu Allergeni" width="300" height="164" /></a><figcaption id="caption-attachment-2780" class="wp-caption-text">Menu Allergeni</figcaption></figure>
<h2 style="text-align: justify;">Menu allergeni: cosa provocano gli allergeni</h2>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;intolleranza alimentare è una reazione avversa dell&#8217;organismo verso determinati alimenti. Si può manifestare attraverso l&#8217;ingestione di particolari cibi, anche di uso comune. Le intolleranze alimentari possono causare vari disturbi a livello gastrointestinale, dermatologico o respiratorio, per questo è molto importante sapere e conoscere gli alimenti potenzialmente a rischio per questo tipo di malessere (e inserirli nel <strong>menu allergeni</strong>). Tra i fattori comuni dell&#8217;intolleranza alimentare ci sono gli <strong>allergeni</strong>, sostanze solitamente innocue ma che negli individui allergici è in grado di produrre manifestazioni allergiche di varia natura.</p>
<p style="text-align: justify;">A tal proposito, esiste un regolamento UE 1169/2011 che specifica gli allergeni alimentari più a rischio e come indicarli alla clientela. Tra i vari fattori di disturbo e di malessere, gli allergeni possono provocare intolleranze alimentari ma anche shock anafilattici che nei casi più gravi portano alla morte.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo documento sono indicati quelli potenzialmente a rischio che si possono trovare in una qualsiasi attività alimentare. In questi luoghi è obbligatorio indicare la presenza di eventuali ingredienti allergenici per ogni prodotto somministrato.</p>
<p style="text-align: justify;">Devono essere evidenziate sul menu o e/o sul libro degli ingredienti, per ogni piatto e preparazione, pena le varie sanzioni previste dal d.lgs. 109/92 (articoli 16 e 18). E&#8217; obbligatorio per i ristoratori mettere a disposizione del consumatore un registro degli ingredienti e degli allergeni presenti in ciascuno dei prodotti serviti alla clientela.</p>
<h3 style="text-align: justify;"></h3>
<h3 style="text-align: justify;">Menu allergeni: la normativa</h3>
<p style="text-align: justify;">La normativa si è resa necessaria dopo che, in determinate fasi di controllo, ci si è accorti che molti ristoratori non rispettavano le regole obbligatorie previste dalla legge allo scopo di informare i propri clienti. Questo ha reso necessario la stesura di una circolare da parte del Ministero della Sanità che ha fornito nuove direttive sulle modalità di indicazione degli allergeni per alimenti somministrati nei pubblici esercizi (ristoranti, pizzerie, gastronomie, trattorie, agriturismi, ecc.) , nelle mense scolastiche, aziendali e ospedaliere.</p>
<p style="text-align: justify;">La circolare spiega che &#8221;le indicazioni possono essere riportate sui menù, su appositi registri o cartelli o su altro sistema equivalente, anche tecnologico, da tenere sempre in vista, così da consentire al consumatore di accedervi facilmente e liberamente”.</p>
<p style="text-align: justify;">L’azienda deve avere a disposizione una documentazione scritta e conforme alla legge che sia facilmente reperibile e consultabile dal consumatore e dagli ispettori di vigilanza. Inoltre il personale deve essere a conoscenza di tali regolamentazioni poiché il cliente può richiedere direttamente al personale addetto di illustrare “a voce” gli allergeni utilizzati nella preparazione degli alimenti somministrati.</p>
<p style="text-align: justify;">Di norma, le suddette indicazioni possono essere consultate attraverso l’apposita documentazione che verrà fornita dal personale di servizio su richiesta. Le informazioni devono essere disponibili per i consumatori allergici prima di ordinare i cibi e devono essere fornite in modo chiaro e cortese.</p>
<h4 style="text-align: justify;"></h4>
<h4 style="text-align: justify;">Menu allergeni: metodo per fornire le informazioni</h4>
<p style="text-align: justify;">Sostanzialmente esistono 4 modi per elencare gli allergeni presenti negli alimenti manipolati. Si tratta di:<br />
<strong>&#8211; Cartelloni e Lavagne;</strong><br />
<strong>&#8211; Menù;</strong><br />
<strong>&#8211; Sistemi elettronici, tecnologici o informatici;</strong><br />
<strong>&#8211; Comunicazione orale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La comunicazione orale</strong> è senza dubbio la forma più immediata e diretta. Ciò comporta una <strong>formazione specifica</strong> da parte del personale addetto che deve essere perfetta ed esaustiva, anche e soprattutto nel caso in cui ci siano eventuali modifiche nelle indicazioni relative agli ingredienti o cambi il fornitore. Gli addetti a tale scopo possono avvalersi della necessaria documentazione (come ad esempio schede tecniche di prodotto o etichette apposte sulla confezione della materia prima utilizzata che devono essere sempre aggiornate) per fornire un’informazione completa in tutte le sue parti, e se necessario tradotta anche nelle varie lingue straniere a seconda della clientela abituale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali alimenti sono da elencare come allergeni?</strong><br />
L’Allegato II del regolamento UE 1169/11 fornisce un elenco degli ingredienti allergenici che devono essere indicati esattamente nel modo descritto dal documento. In base al Reg. UE 1169/2011, soltanto 14 alimenti sono quelli potenzialmente a rischio e responsabili di allergie alimentari che necessitano l’etichettatura alimentare obbligatoria degli allergeni voluta dalla legislazione dell’Unione europea. Eccoli nel dettaglio:</p>
<p style="text-align: justify;">1. <strong>Cereali contenenti glutine</strong>: grano, segale, orzo, avena, farro, kamut o i loro ceppi ibridati e prodotti derivati, tranne:<br />
a) sciroppi di glucosio a base di grano, incluso destrosio (1);<br />
b) maltodestrine a base di grano (1);<br />
c) sciroppi di glucosio a base di orzo;<br />
d) cereali utilizzati per la fabbricazione di distillati alcolici, incluso l’alcol etilico di origine agricola;</p>
<p style="text-align: justify;">2. <strong>Crostacei e prodotti a base di crostacei;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">3. <strong>Uova e prodotti a base di uova;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">4. <strong>Pesce e prodotti a base di pesce</strong>, tranne:<br />
a) gelatina di pesce utilizzata come supporto per preparati di vitamine o carotenoidi;<br />
b) gelatina o colla di pesce utilizzata come chiarificante nella birra e nel vino;</p>
<p style="text-align: justify;">5. <strong>Arachidi e prodotti a base di arachidi;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">6. <strong>Soia e prodotti a base di soia</strong>, tranne:<br />
a) olio e grasso di soia raffinato (1);<br />
b) tocoferoli misti naturali (E306), tocoferolo D-alfa naturale, tocoferolo acetato D-alfa naturale, tocoferolo succinato D-alfa naturale a base di soia;<br />
c) oli vegetali derivati da fitosteroli e fitosteroli esteri a base di soia;<br />
d) estere di stanolo vegetale prodotto da steroli di olio vegetale a base di soia;</p>
<p style="text-align: justify;">7. <strong>Latte e prodotti a base di latte (incluso lattosio)</strong>, tranne:<br />
a) siero di latte utilizzato per la fabbricazione di distillati alcolici, incluso l’alcol etilico di origine agricola;<br />
b) lattiolo;</p>
<p style="text-align: justify;">8. <strong>Frutta a guscio</strong>, vale a dire:<br />
&#8211; mandorle (Amygdalus communis L.);<br />
&#8211; nocciole (Corylus avellana);<br />
&#8211; noci (Juglans regia);<br />
&#8211; noci di acagiù (Anacardium occidentale);<br />
&#8211; noci di pecan [Carya illinoinensis (Wangenh.) K. Koch];<br />
&#8211; noci del Brasile (Bertholletia excelsa);<br />
&#8211; pistacchi (Pistacia vera);<br />
&#8211; noci macadamia o noci del Queensland (Macadamia ternifolia) e i loro prodotti, tranne per la frutta a guscio utilizzata per la fabbricazione di distillati alcolici, incluso l’alcol etilico di origine agricola;</p>
<p style="text-align: justify;">9. <strong>Sedano e prodotti a base di sedano</strong>;</p>
<p style="text-align: justify;">10. <strong>Senape e prodotti a base di senape</strong>;</p>
<p style="text-align: justify;">11. <strong>Semi di sesamo e prodotti a base di semi di sesamo</strong>;</p>
<p style="text-align: justify;">12. <strong>Anidride solforosa e solfiti</strong> in concentrazioni superiori a 10 mg/kg o 10 mg/litro in termini di SO 2 totale da calcolarsi per i prodotti così come proposti pronti al consumo o ricostituiti conformemente alle istruzioni dei fabbricanti;</p>
<p style="text-align: justify;">13. <strong>Lupini e prodotti a base di lupini</strong>;</p>
<p style="text-align: justify;">14. <strong>Molluschi e prodotti a base di molluschi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Contaminazione accidentale e sua gestione<br />
</strong>Gli allergeni possono subire delle contaminazioni di vario genere. La gestione del rischio di <strong>contaminazione allergeni</strong> deve essere effettuata al pari degli altri rischi di contaminazione come ad esempio quella fisica, chimica o microbiologica. Ciò deve avvenire adottando la prassi igienico-sanitaria prevista dal <a href="http://www.ichnossicurezza.it/formazione-haccp/cose-lhaccp-manuale-attestazione-e-corsi/"><strong>manuale autocontrollo HACCP</strong></a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Contatti Ichnossicurezza</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sei il titolare di una attività e vuoi utilizzare i servizi di <a href="http://www.ichnossicurezza.it/">Ichnossicurezza</a>? <a href="http://www.ichnossicurezza.it/contatto/">Contattaci</a> per avere maggiori informazioni e richiedere la nostra consulenza per redigere il menu allergeni. Ichnossicurezza opera in tutta la Sardegna e nelle principali località come Sassari, Alghero, Olbia, Oristano, Nuoro, Macomer, Iglesias, Cagliari.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><b>Telefono: 079.4136984</b> <br /> E-mail: info@ichnossicurezza.it</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ichnossicurezza.it/informazioni/menu-allergeni-informazione-normativa-metodo/">Come si redige il Menu allergeni: informazione, normativa e metodo, tutte le info di Ichnossicurezza</a> proviene da <a href="https://www.ichnossicurezza.it">Ichnossicurezza</a>.</p>
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